Caldara, un addio amaro: "Non ascoltare Chiellini è stato il mio più grande errore"
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Caldara, un addio amaro: “Non ascoltare Chiellini è stato il mio più grande errore”

Mattia Caldara, ex talento dell’Atalanta, si ritira a 31 anni. In una confessione, svela il suo più grande rimpianto: la scelta che ha segnato la sua carriera e il consiglio ignorato di Chiellini.

Il 15 novembre ha segnato la fine della carriera agonistica di Mattia Caldara. A soli 31 anni, il difensore cresciuto nel vivaio dell’Atalanta ha dovuto dire addio al calcio giocato a causa di un problema alla caviglia che non gli avrebbe permesso di continuare senza compromettere la sua salute futura. In un’intervista concessa a Fanpage, Caldara ha ripercorso la sua parabola, individuando non nella sfortuna, ma in una precisa scelta professionale il suo più grande rammarico.

L’estate del bivio: Juventus o Milan?

La sliding door della carriera di Caldara ha una data precisa: l’estate del 2018. Dopo essere cresciuto e sbocciato con la maglia dell’Atalanta, la Juventus, che ne deteneva il cartellino, lo aggrega alla prima squadra. In quel momento si presenta l’opportunità di un trasferimento al Milan, nell’ambito dell’operazione che avrebbe riportato Leonardo Bonucci a Torino. Una figura chiave in quel frangente fu Giorgio Chiellini. Il capitano bianconero prese da parte il giovane difensore, consigliandogli di rimanere a Torino, di avere pazienza e di imparare dai compagni più esperti, assicurandogli che il suo momento sarebbe arrivato. Tuttavia, la voglia di giocare con continuità e il fascino del club rossonero ebbero la meglio.

Il peso del rimpianto: “Ho mancato di carattere”

Oggi, con la carriera ormai alle spalle, Caldara rilegge quella decisione come un errore capitale. “È il rimpianto più grande della mia vita”, ha confessato, ammettendo di aver peccato di presunzione. La scelta di trasferirsi a Milano è vissuta come una mancanza di forza mentale. “Avrei dovuto essere più forte caratterialmente e resistere, restare lì anche senza giocare per osservare e imparare”, ha spiegato. Ignorare il suggerimento di Chiellini è un peso che si porta dentro, quasi un tradimento verso un giocatore che considerava un idolo. Quella fretta di affermarsi si è poi scontrata con una serie di gravi infortuni che ne hanno tormentato l’esperienza e decretato la prematura fine, culminata con il verdetto medico sulla sua caviglia, ormai priva di cartilagine.