Dopo la sconfitta per 3-2 contro l’Athletic Bilbao, Gianluca Scamacca si è presentato ai microfoni di Sky Sport per analizzare una serata europea dal sapore amaro. Nonostante il suo gol avesse portato in vantaggio la squadra, l’attaccante nerazzurro ha sottolineato con lucidità le cause della rimonta subita nel secondo tempo.
La dura legge della competizione europea
Secondo Scamacca, la spiegazione della sconfitta è chiara: l’Atalanta ha creato numerose opportunità per raddoppiare senza però riuscire a concretizzarle. Al contrario, gli avversari si sono dimostrati più cinici, sfruttando al meglio le poche occasioni avute. “Questa è la dura legge della Champions League: se non uccidi la partita, vieni punito”, ha affermato il centravanti. Il rammarico è legato proprio all’incapacità di chiudere un match che sembrava sotto controllo, un errore pagato a caro prezzo a livello europeo.
Un calo di attenzione fatale
L’attaccante ha poi condiviso la responsabilità per la scarsa vena realizzativa, ammettendo che il reparto offensivo deve fare di più quando la squadra produce una mole di gioco così importante. Scamacca ha ipotizzato che la sconfitta sia derivata da “una mancanza di lucidità o forse in un attimo di calo dell’attenzione”. Ha inoltre suggerito un possibile calo fisico nella ripresa come causa delle difficoltà nel trovare le giocate fluide del primo tempo, escludendo che il cambio tattico degli avversari abbia sorpreso la squadra: “Il rimpianto è tutto nostro: abbiamo avuto tante occasioni, tante situazioni favorevoli dove potevamo e dovevamo fare meglio”.




