Il reparto offensivo dell’Atalanta sta vivendo una fase di profonda trasformazione, superando la consolidata formula del tridente per abbracciare una maggiore abbondanza di soluzioni. Se il trio composto da Charles De Ketelaere, Gianluca Scamacca e Ademola Lookman rimane il punto di riferimento principale per il tecnico Raffaele Palladino, le recenti evoluzioni hanno ampliato notevolmente le opzioni a sua disposizione. L’arrivo di nuovi interpreti e la valorizzazione di giocatori già in rosa hanno trasformato l’attacco nerazzurro in un arsenale ricco e multiforme.
L’innesto di Raspadori come jolly offensivo
La novità più significativa del mercato di gennaio è rappresentata da Giacomo Raspadori, un acquisto che offre a Palladino una preziosa duttilità tattica. L’ex giocatore del Sassuolo è un vero e proprio jolly, capace di ricoprire più ruoli nel reparto avanzato: può agire come vice-Scamacca, operare come esterno in sostituzione di Lookman o essere impiegato da trequartista in un modulo a trazione anteriore. La sua freschezza atletica lo rende un candidato ideale per una maglia da titolare nella sfida contro il Parma, anche in considerazione del fatto che non è stato inserito nella lista UEFA e sarà quindi assente nella partita contro l’Union Saint-Gilloise. Il suo inserimento è visto anche come una mossa strategica in relazione alle voci di mercato che circondano Lookman.
Le sorprese Zalewski e Krstovic
Oltre a Raspadori, l’attacco atalantino ha scoperto due risorse inaspettate. Nicola Zalewski, dopo aver faticato nel ruolo di esterno a tutta fascia, ha trovato una nuova dimensione come incursore offensivo, fornendo un’alternativa tattica efficace e tatticamente più ordinata rispetto a Lookman. Parallelamente, si è assistito all’ascesa di Nikola Krstovic, che si è trasformato da elemento misterioso a un vice-bomber affidabile. Con una media di quattro gol nelle ultime quattro partite, Krstovic garantisce che l’attacco della Dea non perda incisività anche quando Scamacca ha bisogno di rifiatare.




