Marco Palestra vale 50 milioni di euro. È questa la cifra che certifica il capolavoro strategico dell’Atalanta, capace di trasformare un talento del proprio vivaio in un patrimonio del club. La sua esplosione in prestito al Cagliari ha fatto schizzare la valutazione del classe 2005, confermando la bontà di una scelta dirigenziale precisa: credere nel giocatore senza cederne il controllo.
La mossa che ha blindato il tesoro
Il bivio si è presentato la scorsa estate. La Juventus si era fatta avanti con una proposta di prestito con diritto di riscatto, una formula che avrebbe fatto perdere all’Atalanta il controllo sul futuro del ragazzo. La dirigenza bergamasca, guidata dal presidente Antonio Percassi, ha detto no. Una decisione netta. La società ha preferito la strada del prestito secco al Cagliari, una mossa che ha permesso a Palestra di trovare continuità e di esplodere, facendo lievitare il suo valore senza che il club ne perdesse la proprietà. A gennaio i tentativi di Napoli, Inter e della stessa Juventus si sono scontrati contro un muro. Il prezzo ora è fissato.
Da esubero con Juric a patrimonio del club
L’attuale valore di Palestra stride con le scelte tecniche del passato. Fu Ivan Juric, nella sua breve parentesi a Bergamo, a bocciare il giovane esterno fin dal ritiro estivo. Il tecnico chiese e ottenne l’arrivo di Nicola Zalewski, andando ad affollare una corsia dove erano già presenti Zappacosta, Bellanova e Bernasconi. Quella decisione costrinse Palestra a cercare spazio altrove. Anche Gian Piero Gasperini lo aveva impiegato con il contagocce, concedendogli solo due presenze da titolare tra Coppa Italia e Champions League. Scelte che oggi appaiono come un paradosso.
L’esplosione in Sardegna e la maglia azzurra
In Sardegna è iniziata la sua ascesa. Sotto la guida di Fabio Pisacane, Palestra ha trovato l’ambiente ideale per mostrare il suo potenziale. I numeri lo confermano: ventitré presenze, un gol contro la Fiorentina e il titolo di miglior assist-man della squadra rossoblù, in coabitazione con Sebastiano Esposito. Un rendimento che non è passato inosservato. Il commissario tecnico della Nazionale, Rino Gattuso, lo ha infatti inserito nella lista dei convocati per i playoff di marzo. L’investitura è chiara: Palestra è visto come l’erede di Giovanni Di Lorenzo per la fascia destra dell’Italia del futuro.




