Il cartellino di Marco Palestra oggi vale 50 milioni di euro. Una cifra stabilita dalla dirigenza dell’Atalanta per il classe 2005, esploso durante il prestito al Cagliari. La sua crescita in Sardegna ha attirato le attenzioni dei maggiori club italiani e della Premier League, trasformando una scelta strategica in un potenziale tesoro per le casse del club. Un capolavoro firmato Percassi.
L’assalto respinto e il muro da 50 milioni
A gennaio Napoli, Inter e Juventus hanno bussato alla porta di Zingonia. Tutti hanno ricevuto la stessa risposta: un no secco. La dirigenza, con in testa Tony D’Amico, non ha mai considerato la cessione, fissando una base d’asta che scoraggia quasi ogni pretendente e certifica lo status del giocatore. L’interesse non si ferma all’Italia. I capitali della Premier League rappresentano una variabile concreta, ma l’Atalanta controlla il destino del suo esterno destro, forte di una scelta fatta la scorsa estate.
La strategia del prestito e il paradosso tecnico
La Juventus aveva proposto un prestito con diritto di riscatto. L’Atalanta ha rifiutato, preferendo cedere il giocatore al Cagliari con la formula del prestito secco per mantenerne il pieno controllo. Una mossa vincente. In Sardegna, sotto la guida di Pisacane, Palestra ha collezionato 23 presenze, segnato un gol contro la Fiorentina e si è laureato miglior assist-man della squadra insieme a Sebastiano Esposito. Questa esplosione stride con il passato. Prima le poche apparizioni con Gasperini, poi la bocciatura di Ivan Juric, che durante un ritiro estivo gli preferì Nicola Zalewski, costringendolo a cercare spazio altrove.
Un futuro azzurro e il ritorno a Bergamo
Le sue prestazioni non sono passate inosservate al commissario tecnico Rino Gattuso. Salvo sorprese, Palestra sarà convocato per i playoff della Nazionale a marzo. È considerato l’erede designato di Giovanni Di Lorenzo sulla fascia destra. Un’investitura che proietta il suo futuro, con un ritorno a Bergamo da protagonista all’orizzonte, dove troverà una squadra ora guidata da Raffaele Palladino. Il marchio di Zingonia ha prodotto un altro valore.




