Il nome è di quelli che spaventano: Borussia Dortmund. Un gigante del calcio europeo sulla strada dell’Atalanta nei playoff di Champions League. Eppure, a Bergamo, qualcuno sorride. La storia recente della squadra di Raffaele Palladino insegna che le sfide sulla carta più complesse sono il terreno di caccia preferito.
La sindrome delle partite facili
Il percorso europeo lo dimostra. La qualificazione diretta è sfumata proprio quando il traguardo sembrava a un passo, con le sfide contro Bilbao e Union Saint-Gilloise. Due passi falsi inattesi. Un copione già visto nella passata stagione contro il Bruges, quando l’etichetta di favorita si trasformò in un peso per la squadra. L’Atalanta sembra soffrire la pressione della vittoria annunciata. Cade quando si sente al sicuro, si smarrisce quando la strada appare in discesa.
L’occasione per tornare grandi
Ecco perché il Borussia Dortmund rappresenta l’avversario perfetto. Non ci sono calcoli da fare, né favori del pronostico da gestire. C’è solo un ostacolo di prima grandezza da superare con la mentalità delle grandi notti europee, quella che ha permesso di scrivere pagine memorabili nella storia del club. Una sfida che costringe a dare tutto. Palladino dovrà preparare una partita dove l’unica cosa che conta è la prestazione. La squadra nerazzurra ha dimostrato di potersela giocare con chiunque quando parte senza i favori del pronostico. Ora la parola passa al campo, per trasformare un sorteggio difficile in un’opportunità.

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