L’Atalanta si prepara alla trasferta di Champions League in casa del Borussia Dortmund. Non sarà solo una partita. Sarà un confronto diretto con un club che ha trasformato la ricerca e la vendita di talenti in una scienza, generando ricavi per centinaia di milioni di euro. La squadra di Raffaele Palladino mette alla prova le proprie ambizioni contro un sistema calcistico che rappresenta un modello per mezza Europa.
Un’officina da mezzo miliardo
Il modello del Borussia Dortmund è chiaro. Un esercito di osservatori scandaglia l’Europa – e non solo – alla ricerca di giocatori tra i quindici e i venti anni da acquistare a cifre contenute. Una volta in Germania, viene offerto loro un percorso di crescita in un campionato competitivo come la Bundesliga, un palcoscenico ideale per maturare prima del grande salto. La fase finale del processo è la cessione a cifre astronomiche. Questa catena di montaggio del talento ha prodotto plusvalenze fuori scala, come dimostrano le vendite di Jude Bellingham per 127 milioni e di Ousmane Dembélé per 148 milioni. Se si aggiungono operazioni come quelle legate a Haaland, Sancho e Pulisic, le casse del club tedesco hanno incamerato oltre mezzo miliardo di euro.
Kovac: “Atalanta da prendere sul serio”
Nonostante la forza del suo club, il tecnico del Dortmund, Niko Kovac, non sottovaluta l’impegno. “L’Atalanta è un avversario da prendere tremendamente sul serio”, ha dichiarato l’allenatore croato. La sua ambizione è portare la squadra alla terza finale di Champions della sua storia, ma il primo passo è superare la fase a gironi. “Ci aspettano due sfide complicate e logoranti, ma il nostro unico obiettivo è conquistare il pass per gli ottavi”.



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