La sconfitta subita al Westfalenstadion non scalfisce la determinazione dell’Atalanta. A parlare è Nicola Zalewski, che analizza con lucidità la partita contro il Borussia Dortmund, individuando gli errori commessi ma soprattutto tracciando la rotta per il futuro. La squadra ha perso il primo round, ma la qualificazione è una sfida ancora aperta da giocare al Gewiss Stadium.
Due errori che pesano sul risultato
Il piano partita è saltato quasi subito. L’esterno nerazzurro non cerca alibi e punta il dito contro i momenti che hanno deciso la gara in Germania. “Incassare una rete dopo appena tre minuti di gioco è un fattore che rischia di tagliare le gambe”, ha ammesso Zalewski, spiegando come il gol a freddo abbia indirizzato la partita. L’errore con l’impatto maggiore, secondo lui, è arrivato però a un passo dall’intervallo. “Arrivati a cinque minuti dal fischio dell’arbitro, non possiamo e non dobbiamo assolutamente concedere il gol del 2-0”. Andare al riposo con un solo gol di scarto avrebbe cambiato le prospettive per la ripresa.
La convinzione per l’impresa al Gewiss
La delusione non si trasforma in rassegnazione. Zalewski è convinto che esistano margini concreti per ribaltare il passivo contro una squadra come il Dortmund. “Abbiamo capito perfettamente come e dove poter far male a questa squadra”, ha dichiarato, rivelando come i punti deboli dei tedeschi fossero stati studiati in settimana. La missione è chiara. Nella gara di ritorno, sostenuti dal proprio pubblico, i nerazzurri si giocheranno ogni carta. Prima, però, la concentrazione si sposta sul campionato e sulla sfida contro il Napoli.
Nessun alibi per le assenze
In una serata di alto livello agonistico, il peso di assenze come quelle di De Ketelaere e Raspadori si è avvertito. Zalewski, pur riconoscendo il loro valore, rifiuta però di accampare scuse. “Sappiamo di essere un gruppo estremamente forte, composto da giocatori di altissimo profilo, in grado di sopperire brillantemente a chiunque manchi”. Non è il momento di guardarsi indietro o cercare alibi. La forza del collettivo resta il punto fermo da cui ripartire. La mentalità del gruppo è la vera garanzia. “Ci impone di non arrenderci mai e di giocarcela fino all’ultimo secondo”, conclude Zalewski.




