Secondo quanto riportato in esclusiva da ‘Calcio e Finanza’, l’Atalanta chiude il primo semestre della stagione 2025/26 con un utile netto di 27,1 milioni di euro. Il risultato, pur segnando una flessione rispetto ai 57,2 milioni dello stesso periodo nell’anno precedente, conferma la solidità finanziaria del club guidato da Antonio Percassi. La gestione continua a poggiare su due colonne portanti: i proventi derivanti dalla Champions League e le plusvalenze generate dal mercato.
Plusvalenze e diritti tv trainano i ricavi
Le cessioni restano il motore dei conti. La gestione dei diritti dei calciatori ha generato ricavi per 68,4 milioni di euro, con le vendite di Mateo Retegui (plusvalenza da 40,8 milioni) e Matteo Ruggeri (16,2 milioni) che hanno garantito guadagni per 57,3 milioni. Un dato che si somma ai proventi dei diritti televisivi, pari a 76,5 milioni di euro. La partecipazione alla Champions League ha inciso per 52,3 milioni, mentre dalla Serie A sono arrivati 23,9 milioni. Il fatturato complessivo si è attestato a 175,8 milioni, in calo rispetto ai 207,1 milioni del 31 dicembre 2024.
Aumentano i costi, pesa il cambio in panchina
I costi operativi sono in crescita. La spesa totale è salita a 134,5 milioni di euro, a fronte dei 124,2 milioni del primo semestre 2024/25. L’aumento è legato principalmente al costo del personale, che ha raggiunto i 65,7 milioni, e agli ammortamenti per i cartellini dei giocatori, saliti a 40,2 milioni. Sul monte ingaggi incide anche il cambio tecnico. La risoluzione contrattuale con lo staff di Ivan Juric, avvenuta a novembre 2025, è costata al club circa 7,6 milioni di euro, prima dell’arrivo di Raffaele Palladino.
Patrimonio solido e liquidità in crescita
Il patrimonio netto è solido. Al 31 dicembre 2025, il patrimonio del club si attesta a 275,6 milioni di euro, in aumento rispetto ai 248,2 milioni registrati al 30 giugno 2025. Migliora anche la liquidità. La cassa è passata da 43,7 a 93 milioni di euro, un segnale di gestione finanziaria attenta. Questi numeri, va precisato, non includono ancora gli introiti della qualificazione agli ottavi di Champions né la cessione di Lookman all’Atletico Madrid, operazioni che influenzeranno il bilancio della seconda metà di stagione.




