La Coppa Italia decide il futuro europeo dell'Atalanta
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Sacchi incorona l’Atalanta: “Il capolavoro di Palladino, antidoto alla noia”

Arrigo Sacchi incorona l’Atalanta di Raffaele Palladino, definendola un modello di calcio coraggioso e l’antidoto alla noia del tatticismo.

Il calcio non è materia per ragionieri. Arrigo Sacchi lo ribadisce con forza, elevando l’Atalanta a modello di un gioco fatto di coraggio, aggressione e ricerca della vittoria attraverso lo spettacolo. L’ex commissario tecnico, intervenuto a La Gazzetta dello Sport, ha analizzato il calcio italiano, trovando nella squadra di Raffaele Palladino la perfetta antitesi alla noia e al tatticismo esasperato.

Il capolavoro di Palladino

Sacchi non usa mezzi termini per definire l’operato del tecnico nerazzurro: un “capolavoro”. Subentrare in una situazione complessa, dopo l’esonero di Ivan Juric e con l’ombra della lunga e vincente gestione di Gian Piero Gasperini, rappresentava una sfida enorme. Palladino è riuscito a ricostruire un’identità forte, basata su verticalità e ritmo, che ha trovato la sua massima espressione nella rimonta in Champions League contro il Borussia Dortmund. Un percorso che, secondo Sacchi, ha certificato la qualità del lavoro svolto a Zingonia.

La critica al calcio calcolatore

L’analisi di Sacchi parte da una critica feroce a un certo tipo di mentalità. L’ex c.t. ha raccontato di aver discusso con un amico, ex impiegato di banca, che giustificava le partite prudenti in vista del ritorno. “Questi ragionamenti funzionano in banca, ma non è così che s’interpreta il calcio”, ha tuonato Sacchi. Per lui, il gioco è “aggressione, fame, sacrificio, continua ricerca del gol”. Una filosofia che si scontra con la timidezza vista in altre sfide, come quella tra Como e Inter, e che trova invece piena applicazione nel modello Atalanta.

Un manifesto per la vittoria

La Dea si prepara ora ad affrontare la Lazio all’Olimpico in una semifinale di Coppa Italia che promette scintille. Sarà un confronto tra due squadre che, pur con stili diversi, non rinunciano a imporre il proprio gioco. Per Sacchi, questa è la strada maestra. La ricerca dello spettacolo non è un vezzo estetico, ma il percorso più efficace per arrivare al successo. “Se giochi bene, hai più possibilità di vincere. Se giochi male, hai più possibilità di perdere”, ha affermato, lanciando una frecciata ai “risultatisti”.