L’Atalanta è il vero modello da seguire. Pierpaolo Marino non ha dubbi e, durante un intervento a Sportitalia, traccia una linea netta tra la gestione del club bergamasco e quella del Como. Un confronto tra due filosofie opposte, con la via tracciata dalla famiglia Percassi indicata come l’unica sostenibile.
Un esempio virtuoso basato sui talenti
Marino mette a confronto due mondi. Da una parte c’è la programmazione dell’Atalanta, basata sulla crescita interna e sulla stabilità economica. Dall’altra, le iniezioni di capitale di una proprietà esterna. “Il vero esempio virtuoso è l’Atalanta, non di certo il Como”, ha affermato l’ex dirigente. La forza della Dea, secondo la sua analisi, risiede nella capacità di coltivare talenti nel proprio settore giovanile invece di acquistarli a cifre elevate, una strategia che garantisce bilanci sani. Un sistema che si autofinanzia.
Il rischio crac per chi insegue
Il discorso si sposta poi sui numeri. L’analisi di Marino diventa tagliente quando si concentra sulla situazione finanziaria del Como, descrivendo un modello che poggia su fondamenta fragili. Un castello di carte. “La differenza sostanziale sta nei numeri”, ha sentenziato, evidenziando i “passivi pesantissimi da 120 milioni di euro” del club lariano. La sua conclusione è un avvertimento preciso: “se dovesse venire a mancare il supporto dell’attuale proprietario, quel club andrebbe dritto verso il fallimento”. Le idee battono i milioni. Questa la lezione.




