L'assenza di Neuer apre una via per l'Atalanta contro il Bayern
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L’assenza di Neuer apre una via per l’Atalanta contro il Bayern

L’infortunio di Manuel Neuer priva il Bayern di un leader e offre a Palladino una crepa nel muro bavarese. L’Atalanta sogna l’impresa contro un gigante ferito.

Il Bayern Monaco ha un punto debole. Manuel Neuer non ci sarà, fermato da un problema al polpaccio che lo esclude dalla doppia sfida contro l’Atalanta. L’assenza del capitano tedesco apre uno spiraglio per la squadra di Raffaele Palladino. Una crepa nell’armatura di un gigante.

Un’eredità pesante per Urbig

A difendere la porta bavarese sarà con ogni probabilità Jonas Urbig. L’ex portiere dell’Under 21 tedesca ha raccolto undici presenze stagionali, ma non possiede il carisma né la capacità di impostazione del quasi quarantenne Neuer. Un cambio che va oltre il dato tecnico. Il Bayern perde il suo faro, un leader capace di trascinare la squadra anche dalla panchina, come quando si presentò in stampelle a Milano un anno fa per sostenere i compagni. Un’assenza che può pesare sul morale e sulle certezze del reparto difensivo.

La macchina da guerra di Kompany

L’avversario resta una corazzata. I numeri della squadra di Vincent Kompany parlano chiaro: trentatré vittorie su trentotto partite e centoventotto gol segnati in stagione. Il trentacinquesimo titolo in Bundesliga è una formalità, con un vantaggio di undici punti a nove giornate dalla fine. Questo ha permesso al tecnico belga di concentrare tutte le energie sulla Champions League, facendo riposare titolari come Harry Kane nell’ultima uscita in campionato. Lo stesso Jamal Musiala, tornato al gol dopo un lungo stop, ha lanciato un avvertimento: “Esprimendoci su questi livelli, diventerà un’impresa titanica per chiunque tentare di arginarci”.

La vera sfida per l’Atalanta

L’opportunità per l’Atalanta è soprattutto psicologica. Sfruttare l’assenza di un leader come Neuer significa poter mettere in discussione le sicurezze di una difesa abituata a essere guidata dalla sua voce e dalla sua presenza. Il problema non è solo superare Urbig. La vera impresa per la squadra di Palladino sarà trovare la lucidità e la forza per arrivare con il pallone nei sedici metri finali, contro un avversario che punta a imporre il proprio gioco. La Dea è chiamata a ignorare le statistiche e a trasformare una missione proibitiva in una notte da ricordare.