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Atalanta e Bayern, stessa filosofia ma un divario da 3.7 miliardi

Un ottavo di finale europeo mette di fronte Atalanta e Bayern: due modelli economici agli antipodi ma uniti da una gestione finanziaria virtuosa. Ecco i numeri della sfida.

Un principio unisce Atalanta e Bayern Monaco. La sacralità del bilancio è il dogma che lega la società di Antonio Percassi alla corazzata tedesca, nonostante si preparino a una sfida europea da posizioni economiche sideralmente distanti. Due mondi opposti. La valutazione del marchio Bayern tocca i 4.281 milioni di euro, mentre quella dell’Atalanta si attesta a 573 milioni, delineando il confronto più sbilanciato della competizione.

Ricavi e stadio: il solco si allarga

Il divario si riflette nei ricavi. La stagione 2024-25 ha visto i bavaresi incassare 861 milioni, escludendo il player trading, contro i 199 milioni del club bergamasco. Un transatlantico contro un catamarano. L’abisso emerge soprattutto nelle voci legate a stadio e marketing: l’Allianz Arena genera 147 milioni contro i 23 della New Balance Arena. Ancora più netto il dato commerciale, con 462 milioni raccolti dalla rete globale dei tedeschi, supportata da colossi come Adidas e Audi, contro i 44 milioni del marketing orobico.

La disciplina dei conti come punto d’incontro

Eppure, la gestione finanziaria resta un punto fermo per entrambe. Il Bayern vanta una serie di trentatré bilanci consecutivi in utile, un record iniziato nel secolo scorso. L’Atalanta, dal canto suo, ha chiuso il nono bilancio di fila in attivo il 30 giugno 2024. Risultati ottenuti grazie a una politica che vieta di spendere più di quanto si incassa, con picchi di utile di 51,7 milioni nel 2020 e 35,1 milioni nel 2021.

Modelli societari e il peso degli ingaggi

Le strutture societarie sono diverse. Il Bayern è controllato al 75% dai suoi tifosi, mentre a Bergamo il modello della famiglia Percassi si è unito dal 2022 ai capitali statunitensi di Stephen Pagliuca. Questa differenza si estende al monte ingaggi. I bavaresi spendono 448 milioni per la loro rosa, un importo quattro volte superiore ai 113 milioni stanziati dalla Dea. Ma quando l’arbitro fischierà l’inizio, i bilanci resteranno chiusi negli uffici. Sul prato scenderanno solo due squadre pronte a darsi battaglia.