Le parole di Lionel Scaloni pesano. Il commissario tecnico dell’Argentina, con un passato da giocatore nell’Atalanta, ha commentato con dispiacere la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Un sentimento che non nasce solo dal suo trascorso professionale nella penisola. Nasce da radici più profonde.
“Un paese fratello che ci ama”
“Ho nonni e bisnonni italiani”, ha esordito Scaloni in conferenza stampa. Una frase semplice per spiegare un legame. L’ex difensore ha definito l’Italia un “paese fratello” dell’Argentina, parlando di un affetto reciproco tra le due nazioni. La sua tristezza è doppia. Riguarda il professionista che ha giocato in Serie A e l’uomo legato da vincoli di sangue. Vedere una potenza mondiale del calcio fuori dalla competizione iridata “non fa certo piacere agli argentini”, ha continuato, facendo notare come il vuoto lasciato dagli Azzurri sia percepito anche a Buenos Aires. La sua analisi si chiude con una riflessione universale. “Quando le cose non vanno bene, quando il vento non è a favore, tutto diventa difficile”.




