Palladino non vuole cali di tensione. La trasferta di Lecce è uno snodo per il finale di stagione dell’Atalanta, con l’Europa nel mirino e una semifinale di Coppa Italia da preparare. Al Via del Mare, i nerazzurri affrontano una squadra in piena lotta per non retrocedere e con un attacco in grande difficoltà.
Palladino contro Di Francesco: destini incrociati
La panchina del Via del Mare mette di fronte due percorsi opposti. Da un lato Raffaele Palladino, che ha scelto Bergamo rifiutando altre proposte dopo l’esperienza a Firenze, costruendo un’Atalanta capace di realizzare il miglior percorso europeo in Italia quest’anno. Il suo 2026 è stato quasi impeccabile, con una sola sconfitta contro il Sassuolo. Dall’altro lato c’è Eusebio Di Francesco, un tecnico che contro la Dea ha una tradizione negativa. In 24 precedenti, ha perso ben 13 volte, ottenendo solo quattro vittorie.
De Ketelaere per sbloccarsi, Lecce a secco
L’attacco è il motore della Dea. Con il nuovo corso tecnico, i nerazzurri sono rimasti a secco solo in due partite, contro Inter e Como. Sebbene il capocannoniere stagionale sia Nikola Krstovic con otto reti, gli occhi sono puntati su Charles De Ketelaere. Il belga cerca il rilancio definitivo. Per lui finora cinque gol in stagione, due dei quali segnati proprio al Lecce nella gara d’andata, rendendo i salentini la sua vittima preferita in Serie A. Una spinta psicologica per lui, reduce anche da un gol con la sua nazionale contro il Messico. La situazione è opposta per i padroni di casa, che vivono un blocco offensivo. I giallorossi non hanno segnato in metà delle partite giocate, quindici su trenta, un dato che complica la loro corsa per la salvezza.




