Palladino e la nuova Atalanta: Scamacca e Samardzic al centro
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Palladino e la nuova Atalanta: Scamacca e Samardzic al centro

L’eredità di Gasperini non pesa sulle spalle di Raffaele Palladino. Il tecnico ha forgiato una Dea a sua immagine, valorizzando talenti come Scamacca e Samardzic e portando nuove idee di gioco.

Raffaele Palladino ha forgiato una nuova Atalanta. La sua gestione, iniziata dopo l’addio di Juric, ha trasformato una squadra che sembrava aver smarrito la rotta, riportando entusiasmo e risultati concreti. Il tecnico ha costruito il suo successo su idee di gioco precise e sulla capacità di valorizzare i calciatori a disposizione, guadagnandosi in pochi mesi la fiducia dell’ambiente bergamasco.

L’erede designato

L’accostamento con Gian Piero Gasperini non è più un tabù. Le parole del Ceo Luca Percassi, che lo definì un “predestinato” riecheggiando una vecchia intuizione di Adriano Galliani, trovano conferma nei fatti. Palladino ha dimostrato di poter raccogliere un’eredità complessa senza farsi schiacciare dal confronto. Ha saputo rigenerare il gruppo. La sua filosofia si basa su un calcio propositivo che ha permesso alla squadra di risalire dal dodicesimo posto fino alla piena lotta per un piazzamento europeo. Un percorso netto.

La valorizzazione dei talenti

Il lavoro del tecnico napoletano si misura nella crescita dei singoli. Gianluca Scamacca ha trovato la continuità necessaria per diventare un riferimento offensivo, così come Lazar Samardzic, il cui talento sta finalmente sbocciando con prestazioni decisive. Accanto a loro, veterani come Mario Pasalic e Davide Zappacosta forniscono esperienza, mentre nuovi innesti come Giacomo Raspadori e Yunus Musah si sono integrati in un meccanismo collaudato. L’Atalanta corre, con la firma di Palladino.