L'Atalanta ribalta il Dortmund, Palladino: "Una notte storica, rasentata la perfezione"
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Adattabilità e spirito di gruppo: i segreti dell’Atalanta in Europa

L’Atalanta, unica italiana in Champions, fonda i suoi successi europei su due pilastri: la capacità di adattarsi all’avversario e un forte spirito di gruppo. Ecco i segreti delle sue imprese.

L’Europa esalta l’Atalanta. La squadra nerazzurra, unica rappresentante italiana rimasta in Champions League, ha costruito la sua dimensione internazionale su due pilastri precisi: la capacità di adattarsi all’avversario e un forte senso di appartenenza.

La flessibilità come arma tattica

La squadra sa cambiare pelle. Questa flessibilità tattica permette di interpretare le partite, modificando l’assetto in base all’avversario che si ha di fronte. Tale caratteristica emerge con forza nelle seconde partite di un doppio confronto, quando la conoscenza dell’altro team è maggiore. La rimonta contro il Borussia negli ottavi di Champions ne è una dimostrazione concreta. Non si tratta di un caso isolato. La storia europea del club, sotto la presidenza di Antonio Percassi, è costellata di prestazioni nate da questa intelligenza tattica, come la vittoria ad Anfield contro il Liverpool.

L’unione del gruppo

La tattica da sola non basta. A spingere la formazione allenata da Raffaele Palladino è anche un profondo spirito di appartenenza che lega i giocatori alla maglia e alla città. Questo fattore crea una coesione che si traduce in campo in determinazione e sacrificio. L’identità del club diventa un elemento tangibile, capace di fare la differenza nei momenti decisivi delle competizioni. La vittoria dell’Europa League a Dublino rappresenta il culmine di un percorso dove il gruppo ha superato ogni ostacolo, spinto da un obiettivo comune.