Percassi: "Critiche giuste, ma ricordate da dove veniamo"
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I conti dell’Atalanta: utile di 27 milioni per l’Atalanta. Tutte le cifre

Atalanta chiude il semestre con un utile di 27,1 milioni. I conti sono solidi, ma il bilancio finale vedrà ulteriori benefici dalla Champions e dalla plusvalenza Lookman.

L’Atalanta chiude i conti in attivo. Il primo semestre della stagione 2025/26 si è concluso con un utile netto di 27,1 milioni di euro, un dato che conferma la solidità della gestione Percassi. I numeri, però, non dicono tutto. Il bilancio al 31 dicembre 2025, infatti, non include ancora ricavi che modificheranno il risultato finale dell’esercizio.

Un tesoro da iscrivere a bilancio

All’appello mancano due voci pesanti. La prima riguarda gli introiti garantiti dal passaggio agli ottavi di finale di Champions League, un flusso di cassa proveniente dai premi UEFA. A questo si aggiunge l’incasso generato dalla cessione di Ademola Lookman, trasferitosi all’Atletico Madrid nella sessione invernale di mercato.

Plusvalenze e diritti tv

Il fatturato si attesta a 175,8 milioni. Il modello di business della società bergamasca continua a basarsi sulla capacità di generare valore dalla gestione dei calciatori, con plusvalenze per 68,4 milioni. Un dato trainato dalla cessione di Mateo Retegui, che ha fruttato 40,8 milioni, e di Matteo Ruggeri, ceduto per 16,2 milioni. Cifre che fanno la differenza. Altra colonna portante sono i diritti televisivi, pari a 76,5 milioni, di cui 52,3 milioni derivanti dalla partecipazione alle competizioni europee. Crescono anche i ricavi commerciali, a 19,6 milioni, e quelli da stadio, che raggiungono gli 8,2 milioni.

I costi per la competitività

La competitività ha un prezzo. I costi operativi sono saliti a 134,5 milioni di euro, un aumento legato anche a scelte tecniche precise. La spesa per il personale ha raggiunto i 65,7 milioni, cifra che include anche i 7,6 milioni versati per la risoluzione del contratto con Ivan Juric e il suo staff a novembre. Un cambio di rotta pagato. Aumentano anche gli ammortamenti per i cartellini dei giocatori, arrivati a 40,2 milioni, e le commissioni per gli agenti, pari a 4,6 milioni.

Una base solida per il futuro

Il risultato operativo resta positivo per 41,2 milioni. La vera forza del club emerge però dallo stato patrimoniale, con un patrimonio netto che sale a 275,6 milioni di euro. La liquidità di cassa è raddoppiata in sei mesi, passando da 43,7 a 93 milioni. L’indebitamento lordo di 265,3 milioni non preoccupa, poiché i 143 milioni di debiti verso altri club sono quasi interamente bilanciati dai 135 milioni di crediti. Una cassaforte solida su cui Raffaele Palladino può costruire il futuro.