Un patrimonio da 405 milioni di euro. È questa la fotografia del valore della rosa dell’Atalanta, secondo un’analisi de La Gazzetta dello Sport basata sui dati di Football Benchmark. Il capitale è cresciuto di 18 milioni in una sola stagione, a testimonianza della solidità del progetto sportivo e aziendale. La strategia del club si conferma un modello nel panorama italiano, fondato su una ricchezza diffusa e pianificata anziché sui singoli.
Undici giocatori sopra i 20 milioni
Il dato che definisce la struttura della squadra è la presenza di undici giocatori con una valutazione di mercato superiore ai 20 milioni di euro. Un gruppo che certifica la profondità e la qualità a disposizione dell’allenatore. Tra i pilastri di questo valore ci sono talenti come Giorgio Scalvini, ormai un punto fermo della difesa, e Éderson, il cui rendimento a centrocampo ha attirato l’attenzione di diversi club. A loro si aggiungono attaccanti del calibro di Gianluca Scamacca e Charles De Ketelaere, il cui contributo offensivo è stato determinante per i risultati della squadra.
Un modello controcorrente
Mentre altre squadre si affidano alle giocate di pochi fuoriclasse, l’Atalanta ha costruito il suo successo su una densità qualitativa distribuita in ogni reparto. Questa filosofia permette non solo di affrontare le competizioni con più soluzioni, ma anche di proteggere il club dall’inflazione del mercato. L’incremento di valore di 18 milioni in un anno spicca, soprattutto se confrontato con la svalutazione registrata da club come la Juventus. Il modello Atalanta si distingue anche da quello dell’Inter, che punta a un valore complessivo vicino al miliardo, e si differenzia da club come Milan e Napoli, che tendono a dipendere maggiormente dai singoli.




