L’impatto di Gian Piero Gasperini sulla storia dell’Atalanta non si limita ai successi sportivi e alle notti europee, ma si estende a una radicale trasformazione economica. In nove anni, la sua gestione tecnica ha contribuito a creare un sistema finanziariamente sostenibile, basato sulla valorizzazione dei calciatori, che ha generato proventi per circa 750 milioni di euro dal player trading, un modello ora studiato con interesse anche da altri club.
Un ciclo virtuoso da record
Il successo finanziario del club bergamasco si fonda su un meccanismo preciso: scouting mirato, crescita esponenziale dei giocatori sotto la guida di Gasperini e cessioni strategiche al momento giusto. Questo approccio ha prodotto, dal gennaio 2017 all’estate del 2025, un flusso di cassa di circa 750 milioni di euro derivante dalla compravendita dei giocatori. Il risultato è un’anomalia nel panorama calcistico italiano: nove bilanci consecutivi chiusi in utile, con un profitto aggregato di 231 milioni di euro. Una gestione che dimostra come sia possibile competere ad alti livelli mantenendo i conti in ordine, reinvestendo costantemente i ricavi per rafforzare la squadra e le infrastrutture.
Da Bastoni a Retegui, la fabbrica delle plusvalenze
La lista dei talenti trasformati in plusvalenze record sotto la guida di Gasperini è lunga e prestigiosa. Il percorso è iniziato con giocatori come Caldara, Gagliardini e Bastoni, per poi proseguire con operazioni internazionali di grande successo come quelle legate a Romero e Kulusevski. Tra i capolavori spicca la cessione di Hojlund, che ha generato una plusvalenza di 53 milioni. Anche l’operazione Koopmeiners si inserisce in questo solco, fino ad arrivare a Mateo Retegui: l’attaccante, dopo una stagione da 28 gol, è stato ceduto per un valore triplicato rispetto al prezzo d’acquisto, garantendo al club un guadagno netto di 41 milioni.
La sinergia tra allenatore e società
Il successo del “modello Atalanta” non sarebbe stato possibile senza la perfetta sinergia tra l’allenatore e la visione strategica della famiglia Percassi. Antonio e Luca Percassi, rimasti al comando anche dopo l’ingresso di Stephen Pagliuca, hanno costruito una struttura societaria impeccabile. La loro abilità nel combinare uno scouting capillare, un lavoro meticoloso sul campo per sviluppare i talenti e una grande capacità commerciale nel massimizzare le cessioni è stata la chiave di volta. Gasperini ha agito come il perfetto finalizzatore di questo processo, trasformando il potenziale tecnico dei giocatori in un enorme valore economico per il club.




