Il mercato di gennaio si avvicina e l’interesse dell’Atalanta per profili di comprovata affidabilità si fa sempre più concreto. Su indicazione del tecnico Raffaele Palladino, la dirigenza nerazzurra continua a monitorare diversi giocatori, ma il nome di Rolando Mandragora della Fiorentina è quello che scalda maggiormente l’ambiente, ora arricchito dalle dichiarazioni di un ex giocatore viola che confermano la pista e ne svelano i retroscena.
La conferma su Mandragora e la concorrenza
Il primo obiettivo per la mediana nerazzurra resta Rolando Mandragora. A confermare l’interesse dell’Atalanta è stato l’ex attaccante della Fiorentina, Sauro Fattori, che ai microfoni di Radio FirenzeViola ha inserito il club bergamasco nella corsa al centrocampista. Secondo Fattori, la Dea non sarebbe sola: sul giocatore ci sarebbero anche Genoa, Torino e i francesi del Marsiglia. L’ex calciatore ha offerto una lettura provocatoria sulla possibile cessione, suggerendo con ironia che la Fiorentina potrebbe privarsi di Mandragora proprio perché è uno dei pochi giocatori in rosa ad avere un mercato significativo. Una mossa dettata più dalla necessità di fare cassa che da reali motivazioni tecniche, a testimonianza del valore del centrocampista classe ’97.
Un fedelissimo per la difesa: l’ipotesi Pablo Marí
Per il reparto arretrato, invece, spunta un nome che rappresenta una vecchia conoscenza di Raffaele Palladino: Pablo Marí. Il difensore spagnolo è stato un pilastro della difesa del Monza sotto la guida del tecnico, che lo considera un leader silenzioso e affidabile. L’Atalanta sta valutando concretamente la possibilità di ricomporre la coppia a Bergamo. L’arrivo di Marí garantirebbe un’alternativa solida in difesa, portando centimetri, esperienza e una profonda conoscenza dei principi tattici dell’allenatore.
L’incastro di mercato con Nicolussi Caviglia
Le strategie dell’Atalanta sono legate anche a dinamiche di mercato esterne, in particolare a una situazione che coinvolge la Fiorentina. Il futuro di Hans Nicolussi Caviglia in viola è incerto. Arrivato in prestito oneroso da 1 milione dal Venezia, il suo riscatto è legato a un obbligo fissato a 7 milioni, che scatterebbe al raggiungimento del 50% delle presenze con un minutaggio minimo di 45 minuti a partita. Un suo possibile ritorno anticipato in Laguna, per poi essere girato ad un’altra squadra, potrebbe creare un effetto domino. Questa mossa, infatti, alleggerirebbe il monte ingaggi della Fiorentina, aprendo potenzialmente la strada alla cessione di Mandragora e facilitando così la trattativa con l’Atalanta.




