Il calciomercato è un crocevia di voci, conferme e smentite, e per l’Atalanta, le dinamiche interne e le valutazioni esterne sui propri talenti sono sempre al centro dell’attenzione. In questo scenario, le parole di un ex centrocampista di lungo corso come Pierluigi Orlandini offrono una prospettiva preziosa sui valori in campo e sulle strategie future della Dea. Le sue analisi toccano punti cruciali riguardanti la rosa attuale e i talenti emergenti nel panorama calcistico italiano, delineando un quadro chiaro su chi è considerato inamovibile e chi, invece, deve ritrovare la giusta motivazione per essere una risorsa.
Ederson, il pilastro inamovibile del centrocampo atalantino
Al centro delle riflessioni di Orlandini c’è la figura di Ederson, il centrocampista brasiliano che si è affermato come un elemento cardine per l’Atalanta. La sua permanenza a Bergamo, nonostante le numerose voci di mercato che lo vedevano accostato a diversi club, è stata una dimostrazione della forza e della determinazione della società nerazzurra nel trattenere i propri gioielli. Orlandini non ha dubbi sulla sua importanza, definendolo un giocatore completo e intelligente, la cui presenza è fondamentale per gli equilibri della squadra. “Ederson. Completo, intelligente. Sono contento che sia rimasto nonostante le voci di mercato. L’Atalanta ha avuto la forza di trattenerlo, non è scontato”, ha dichiarato l’ex calciatore, sottolineando come la capacità dell’Atalanta di resistere alle lusinghe del mercato per un giocatore di tale calibro sia un segnale forte delle ambizioni del club. La sua assenza, anche per brevi periodi, come accaduto in una recente gara contro il Pisa, si fa sentire, evidenziando ulteriormente il suo ruolo insostituibile.
Nico Paz, il talento emergente che incanta Orlandini
Oltre ai giocatori già affermati, Orlandini ha espresso un giudizio entusiasta su un giovane talento che sta emergendo nel panorama calcistico italiano: Nico Paz. Nonostante la sua esperienza più significativa sia stata con il Como, in una categoria inferiore, Orlandini lo ha indicato come il più forte nel suo ruolo in Serie A, evidenziando la sua capacità di brillare anche in contesti meno attrezzati. “È più un trequartista, ma dico Nico Paz. Ha talento e lo ha dimostrato al Como, una squadra meno attrezzata. È più difficile emergere lì. Se giochi con campioni, diventa tutto più semplice”, ha affermato Orlandini. Questa dichiarazione, pur non legando direttamente Paz a trattative con l’Atalanta, evidenzia l’attenzione degli addetti ai lavori verso giovani promesse che potrebbero rappresentare il futuro del calcio italiano.
Il dilemma Lookman: tra assenza mentale e futuro incerto
Un altro tema caldo toccato da Orlandini riguarda la situazione di Ademola Lookman, attaccante dell’Atalanta. Sebbene tecnicamente sia ancora un giocatore della Dea, la sua condizione attuale, sia sul piano tecnico che mentale, solleva interrogativi sul suo futuro. Orlandini ha espresso preoccupazione per la sua assenza di concentrazione, suggerendo che una testa altrove possa trasformare una risorsa in un potenziale danno per la squadra. “E poi a Lookman: tecnicamente è ancora un giocatore dell’Atalanta, ma ora manca sia sul piano tecnico che mentale. Se la testa è altrove, diventa più un danno che una risorsa. Speriamo resti, ma con la stessa voglia degli anni scorsi”, ha dichiarato l’ex centrocampista.
Scamacca e le prospettive offensive della Dea
Infine, Orlandini ha rivolto uno sguardo anche al reparto offensivo dell’Atalanta, con un’attenzione particolare a Gianluca Scamacca. L’attaccante italiano sta gradualmente ritrovando la forma e la fiducia, tornando a essere un protagonista importante per la squadra. Orlandini lo ha definito un “talento italiano da proteggere e aspettare”, sottolineando l’importanza di supportare i giovani attaccanti nel loro percorso di crescita. Questa fiducia in Scamacca si inserisce in un contesto di aspettative elevate per l’Atalanta, che si prepara ad affrontare sfide importanti.