La partecipazione alla Champions League rappresenta per un club come l’Atalanta non solo un traguardo sportivo di prestigio, ma anche e soprattutto una leva finanziaria di fondamentale importanza. Il percorso nella massima competizione europea, infatti, determina flussi di ricavi capaci di incidere profondamente sulle strategie e sul futuro della società. A seconda del piazzamento finale nella prima fase del torneo, le casse del club possono beneficiare di introiti sostanzialmente diversi.
Un bivio da 15 milioni di euro
L’analisi condotta da Calcio&Finanza evidenzia in modo netto il peso economico della qualificazione. Per l’Atalanta, la differenza tra l’accesso diretto agli ottavi di finale, riservato alle prime otto classificate, e la disputa degli spareggi, destinata alle squadre posizionate tra il nono e il ventiquattresimo posto, è quantificabile in circa 15 milioni di euro. Nel primo scenario, con l’ingresso nella Top 8 della competizione, i ricavi complessivi garantiti dalla UEFA schizzerebbero a circa 75 milioni di euro. Qualora invece la squadra dovesse passare dai playoff, l’incasso si assesterebbe intorno ai 60 milioni. Si tratta di un “tesoretto” che può fare la differenza nella pianificazione di una stagione, influenzando il mercato e gli investimenti del club guidato dal presidente Antonio Percassi.
Il valore strategico nel panorama italiano
Questa forbice economica non riguarda solamente la Dea, ma accomuna tutte le grandi squadre italiane impegnate sul palcoscenico europeo. Anche per club come Inter e Juventus, il passaggio diretto al turno successivo comporterebbe un extra gettito di circa 15 milioni di euro, passando rispettivamente da 68 a 83 milioni e da 63 a 78 milioni. Queste cifre dimostrano come ogni partita e ogni posizione guadagnata in Champions League abbiano un valore che va ben oltre il risultato sportivo, trasformandosi in risorse preziose per mantenere alta la competitività sia a livello nazionale che internazionale. Per la gestione tecnica di Raffaele Palladino, poter contare su maggiori introiti europei si tradurrebbe in una maggiore capacità di manovra per rinforzare la rosa a disposizione.




