La missione è chiara. L’Atalanta deve ribaltare il due a zero subito in Germania per proseguire il suo cammino in Champions League. Un’impresa. Il Borussia Dortmund si presenta a Bergamo forte di una striscia di 16 risultati utili consecutivi, la migliore d’Europa. I nerazzurri, però, rispondono con la propria solidità: sono imbattuti nel 2026, una serie aperta di nove partite, e non cadono in casa dal 28 dicembre contro l’Inter.
Equilibri tattici e assenze
Le due squadre scenderanno in campo con un sistema di gioco speculare, il 3-4-2-1, ma con filosofie di gestione differenti. Raffaele Palladino ha fatto ricorso a maggiori rotazioni per gestire un calendario fitto, che vede la Dea ancora in corsa su tre fronti. Al contrario, il tecnico dei tedeschi Kovac ha preferito dare continuità alla sua formazione tipo per difendere l’imbattibilità in Bundesliga. La sfida si giocherà anche sulle assenze. Il Dortmund lamenta un’emergenza nel reparto difensivo con l’assenza di Can e il dubbio Schlotterbeck. L’Atalanta, invece, dovrà fare a meno del peso offensivo di due uomini come De Ketelaere e Raspadori, costringendo Palladino a ridisegnare l’attacco.
L’esperienza non basta
Se il Borussia Dortmund ha una lunga tradizione nelle coppe europee, l’Atalanta ha dimostrato di non essere più una semplice comparsa. Il trionfo in Europa League di due anni fa ha dato consapevolezza a un gruppo che può contare sull’esperienza di veterani come de Roon e Djimsiti, guidati in porta da Carnesecchi. Il divario economico tra le due rose esiste, con una valutazione di 484 milioni di euro per i tedeschi contro i 386 dei bergamaschi. La vera montagna da scalare, però, resta il passivo di due reti maturato nella gara d’andata. Un ostacolo che l’Atalanta proverà a superare con la spinta del suo pubblico.




