L’identità dell’Atalanta non si tocca. Lo ha messo in chiaro Isak Hien dopo il pareggio ottenuto a San Siro contro l’Inter. Il difensore svedese, parlando a DAZN, ha risposto alle discussioni nate dopo la sconfitta europea con il Bayern Monaco, difendendo l’approccio della squadra. “Questo è il nostro DNA”, ha affermato.
La reazione a San Siro e l’orgoglio dopo il Bayern
La partita contro l’Inter ha avuto due facce. Hien ha parlato di un primo tempo “tosto e complicato”, in cui la squadra ha dovuto difendersi con ordine contro un avversario di alto livello. Poi è arrivata la scossa. Il suo ingresso dalla panchina, insieme ad altri compagni, ha cambiato l’inerzia della gara. L’obiettivo di chi subentra, ha spiegato, è uno solo: “Aiutare concretamente i compagni, fornendo energie fresche e fisicità”. Questo spirito ha permesso di rimettere la sfida sui binari giusti. Ma le parole del difensore sono andate oltre la singola partita, toccando il cuore della filosofia nerazzurra. Dopo la battuta d’arresto contro il Bayern Monaco, si era discusso dell’atteggiamento spregiudicato della squadra. Hien ha respinto ogni dubbio. “Noi abbiamo sempre interpretato le partite giocando esattamente in questo modo”, ha dichiarato, definendo il coraggio un “marchio di fabbrica” irrinunciabile. Contro i tedeschi il risultato non è arrivato, ma la prestazione c’è stata. “Sappiamo che è andata male, ma abbiamo provato a fare il nostro calcio a viso aperto, senza speculare. Possiamo guardarci allo specchio sapendo di aver dato tutto”.




