Una notte che si posiziona “appena sotto la trasferta di Dublino”. Così l’amministratore delegato Luca Percassi aveva descritto il valore del 4-1 con cui l’Atalanta ha eliminato il Borussia Dortmund, ribaltando il 2-0 dell’andata. A completare il racconto di una serata storica per Bergamo arrivano le parole del capitano Marten De Roon, che ha svelato i retroscena tattici e motivazionali dietro la qualificazione agli ottavi di Champions League.
L’orgoglio di Percassi e la frecciata a Inacio
“Vivere serate come queste ci rende orgogliosi”. Le parole di Luca Percassi a Sky traducono l’entusiasmo di tutta la proprietà. La fiducia in una possibile rimonta non è mai mancata, neanche dopo la sconfitta in terra tedesca. L’ad ha elogiato il lavoro del tecnico: “Nonostante i pochi giorni a disposizione Palladino è riuscito a toccare le corde giuste, è un predestinato”. L’analisi di Percassi si è poi spostata su una vicenda di mercato. “Sul caso Inacio oggi c’è stata una sorta di giustizia divina”, ha affermato, riferendosi al giocatore passato al club tedesco. “Chi è andato via scappando dall’Atalanta rimpiangerà di averlo fatto, perché questo club è in grado di fare cose straordinarie”.
De Roon: “Noi, provinciali con il Dna da grandi”
Anche il capitano Marten De Roon ha raccontato la rimonta dal suo punto di vista. “Forse c’erano in pochi a crederci prima della partita”, ha ammesso a Sky Sport. “Noi, invece, il giorno dopo la gara di andata ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che dovevamo crederci”. Il centrocampista olandese ha poi svelato il piano tattico: una pressione feroce sui difensori tedeschi, a partire dal portiere, per non concedere loro di giocare con tranquillità. In fase di possesso, la squadra ha cercato sistematicamente la profondità per attaccare la linea alta del Borussia. De Roon ha anche parlato di un “foglio del Dna” appeso nello spogliatoio, su cui i giocatori hanno scritto i valori del club. “Le parole più importanti sono state quelle legate allo spirito, perché senza quello non arrivi da nessuna parte”. Un orgoglio ribadito con forza: “Noi in fondo siamo ancora una squadra di provincia, però adesso rappresentiamo un orgoglio per tutta l’Italia”.




