“Questa è una partita che resterà nella storia, non solo per i tifosi bergamaschi, ma per tutto il calcio italiano”. Le parole di Raffaele Palladino trovano eco anche all’esterno del mondo atalantino, come nell’analisi di Paolo Condò. La vittoria per 4-1 sul Borussia Dortmund, che ribalta il 2-0 dell’andata e vale gli ottavi di Champions League, è un’impresa costruita con tattica, carattere e un’organizzazione che ha raccolto consensi unanimi.
Il DNA nerazzurro
Palladino non ha dubbi. La chiave della qualificazione è nata da un piano preciso, diverso da quello visto in Germania. L’Atalanta ha studiato l’avversario per colpirlo nei suoi punti deboli, cercando la profondità e aggredendo alto, a partire dal portiere. Una strategia chiara. Gianluca Scamacca l’ha messa in pratica nel primo tempo, mentre Nikola Krstovic ha completato l’opera con il pressing che ha portato al rigore decisivo. “È andato a pressare con tutto il coraggio necessario”, ha spiegato il tecnico. “Questo è un segnale, è il puro DNA dell’Atalanta”.
Una risposta per il calcio italiano
La notte di Bergamo è stata anche una rivincita. Palladino ha risposto direttamente a chi aveva criticato il movimento calcistico nazionale dopo i risultati dell’andata. L’allenatore ha parlato di commenti negativi e di un sistema che dovrebbe essere più tutelato. “Credo che il calcio italiano vada maggiormente protetto, soprattutto da noi addetti ai lavori”, ha affermato. La volontà di ribaltare i pronostici è stata una leva per la squadra. “Probabilmente nessuno credeva in noi, e l’ho detto esplicitamente ai ragazzi: volevamo fare questa impresa proprio per far ricredere tutti i nostri detrattori”.
L’analisi di Condò: “Rimonta fantastica”
Il concetto è stato ripreso e ampliato dal giornalista Paolo Condò, che ha definito l’impresa dei nerazzurri come un segnale per l’intero movimento nazionale. Secondo l’opinionista, la qualificazione si è concretizzata in due fasi distinte: prima con il raggiungimento del 3-0, che aveva già ribaltato il passivo dell’andata, e poi con la gestione matura dell’ultimo quarto d’ora. Proprio nella fase finale del match, l’Atalanta ha mostrato un’organizzazione collettiva e una compattezza che le hanno permesso di controllare la tensione e chiudere la partita con il quarto gol.




