Due sconfitte hanno cambiato il finale. L’Atalanta si presenta a Monaco di Baviera per l’ultima sfida del suo percorso in Champions League con il peso di un’occasione persa. Il passaggio diretto agli ottavi di finale, a un certo punto del cammino, sembrava una formalità. Un traguardo a portata di mano. Poi sono arrivate le battute d’arresto contro l’Athletic Bilbao e l’Union Saint-Gilloise, che hanno riscritto la storia europea della squadra di Raffaele Palladino.
Un cammino da protagonista interrotto
Il rammarico nasce da un percorso che fino a quel momento era stato quasi netto. La squadra aveva chiuso il 2025 con 13 punti nel girone, frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Un bottino che la poneva sullo stesso piano di corazzate come PSG, Manchester City e Barcellona, a conferma di una crescita costante. La vittoria contro il Chelsea era stata la fotografia di una squadra matura, capace di imporsi anche contro le grandi d’Europa. Proprio quando il traguardo sembrava vicino, la Dea è caduta, lasciando per strada la possibilità di evitare i playoff e di presentarsi da testa di serie alla fase a eliminazione diretta.
Onorare la maglia contro il Bayern
Sebbene il risultato dell’andata abbia indirizzato la qualificazione, l’Atalanta ha il dovere di onorare il torneo e la propria storia. Una storia fatta di imprese come la vittoria dell’Europa League e una semifinale di Champions sfiorata. Contro un Bayern da 121 gol stagionali, giocatori come Scamacca, De Ketelaere e Raspadori dovranno dimostrare che lo spirito battagliero del club non è svanito. La stagione, del resto, non finisce a Monaco. La classifica in campionato richiede una reazione dopo i due punti raccolti nelle ultime tre uscite. Una prestazione di carattere può dare la spinta per continuare a lottare per un posto in Europa.




