Raffaele Palladino non arretra di un centimetro. La sua Atalanta è stata battuta dal Bayern per 6-1, ma il tecnico non rinnega le proprie idee. Anzi, le rivendica. Nel dopogara ha risposto alle critiche sulla scelta di affrontare i campioni tedeschi a uomo, con un 4-4-2 che vedeva in campo Sulemana e Zalewski come esterni alti. “Non giocherò mai a zona”, ha dichiarato Palladino, “questo calcio è nel Dna della squadra e non ci rinunceremo mai”. Una filosofia che in passato ha permesso di superare avversari come Chelsea e Dortmund.
Archiviata la Champions, testa a Coppa Italia e campionato
La parentesi della Champions League, con ogni probabilità, si chiude. La trasferta di Monaco diventerà un’occasione per dare spazio a chi ha giocato meno, perché le energie ora devono essere concentrate altrove. I veri traguardi stagionali diventano altri. C’è una Coppa Italia da inseguire, con il sogno di una finale da conquistare nel ritorno della semifinale contro la Lazio, in programma il 22 aprile a Bergamo. Poi c’è il campionato, dove l’obiettivo è difendere il settimo posto, una posizione che garantirebbe la qualificazione europea. La sconfitta con il Bayern, per quanto netta, deve trasformarsi in una lezione e non in un trauma, come dimostrato dall’orgoglio del pubblico bergamasco a fine gara.




