“Questa è una partita che resterà nella storia, non solo per i tifosi bergamaschi, ma per tutto il calcio italiano”. Le parole di Raffaele Palladino racchiudono il senso della vittoria per 4-1 dell’Atalanta sul Borussia Dortmund. Un risultato che ribalta il 2-0 dell’andata e proietta la squadra agli ottavi di finale di Champions League, al termine di una rimonta costruita con tattica, carattere e orgoglio.
Il DNA nerazzurro
Palladino non ha dubbi. La chiave della qualificazione è nata da un piano preciso, diverso da quello visto in Germania. L’Atalanta ha studiato l’avversario per colpirlo nei suoi punti deboli, cercando la profondità e aggredendo alto. Una strategia chiara. Gianluca Scamacca l’ha messa in pratica nel primo tempo, ma è stato Nikola Krstovic a completare l’opera. Un video diffuso dal club ha poi svelato un retroscena degli spogliatoi. Davanti al presidente Antonio Percassi e all’ad Luca Percassi, Palladino ha celebrato il coraggio dell’attaccante montenegrino. Tenendo in mano l’asciugamano insanguinato usato dal giocatore per tamponare la ferita al volto, il tecnico ha chiesto un applauso per lui. “Si è buttato sull’ultima palla e ha preso calcio di rigore”, ha detto Palladino alla squadra. Un gesto che per l’allenatore incarna il puro DNA dell’Atalanta.
Una risposta per il calcio italiano
La notte di Bergamo è stata anche una rivincita. Palladino ha risposto direttamente a chi aveva criticato il movimento calcistico nazionale dopo i risultati dell’andata. L’allenatore ha parlato di commenti negativi e di un sistema che dovrebbe essere più tutelato. “Credo che il calcio italiano vada maggiormente protetto, soprattutto da noi addetti ai lavori”, ha affermato. La volontà di ribaltare i pronostici è stata una leva per la squadra. “Probabilmente nessuno credeva in noi, e l’ho detto esplicitamente ai ragazzi: volevamo fare questa impresa proprio per far ricredere tutti i nostri detrattori”.
Maturità e cuore
Il gol subito da Karim Adeyemi avrebbe potuto spezzare le gambe alla squadra. Invece, non è successo. L’Atalanta non ha rinunciato a giocare e ha gestito la fase finale con una consapevolezza nuova. “Dalla panchina, in quel frangente, non ho fatto nulla: hanno fatto tutto i ragazzi con la loro maturità”, ha ammesso Palladino. Secondo l’allenatore, un mese e mezzo fa la partita sarebbe finita con una sconfitta. La differenza sta nella capacità di leggere i momenti, preferendo la pressione alta alla difesa passiva. I giocatori, ha concluso, “hanno agito con cuore, intelligenza e furbizia. Hanno realizzato qualcosa di indimenticabile”.




