Cesari demolisce il rigore per l'Atalanta: "Questo è anticalcio"
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Cesari demolisce il rigore per l’Atalanta: “Questo è anticalcio”

L’analisi dell’ex arbitro Graziano Cesari sul rigore concesso all’Atalanta contro la Juventus è durissima: un intervento del VAR incomprensibile e una decisione che definisce “anticalcio”.

Il 3-0 finale tra Atalanta e Juventus potrebbe suggerire una partita senza storia, ma a far discutere è l’episodio che ha sbloccato il risultato. L’analisi dell’ex arbitro Graziano Cesari è netta. Il calcio di rigore assegnato ai nerazzurri per un tocco di mano di Bremer è un errore che va contro la natura stessa del gioco. Una decisione che l’ex fischietto, negli studi di Sport Mediaset, non esita a definire “anticalcio”, smontando anche l’ironia di Luciano Spalletti.

Un intervento tardivo e incomprensibile

L’azione si svolge al minuto 21. Ederson crossa, Bremer intercetta la palla con un braccio. L’arbitro Fabbri, in posizione ottimale, lascia proseguire. Nessuno protesta. Il gioco riprende normalmente, ma viene fermato un minuto e quindici secondi dopo su richiamo del VAR. Cesari critica questa tempistica e la scelta di intervenire su una dinamica che non aveva destato sospetti in campo. L’ex arbitro legge anche il commento di Spalletti, “è rigore perché l’ha fischiato”, non come fair play, ma come puro sarcasmo. Una reazione amara di fronte a una decisione che Cesari giudica incomprensibile.

La biomeccanica contro il regolamento

Il cuore dell’analisi di Cesari è tecnico. “Questo è anticalcio”, ripete. Secondo la sua lettura, mancano i presupposti per assegnare il penalty. La distanza tra chi crossa e chi difende è minima. Soprattutto, il movimento del braccio di Bremer non è innaturale, ma una conseguenza biomeccanica del suo tentativo di fermarsi. Alzare le braccia per bilanciare il corpo è un gesto istintivo. “Non si può chiedere ai difensori di correre con le braccia dietro la schiena”, spiega Cesari, definendo quella postura come realmente innaturale. Per l’ex arbitro, Bremer non avrebbe potuto materialmente evitare il contatto. Punirlo significa andare contro la logica del campo.