Raffaele Palladino frena gli entusiasmi, ma i numeri raccontano una crescita evidente. “Non abbiamo fatto ancora niente”, ripete il tecnico, eppure la sua Atalanta ha cambiato marcia. In quattordici giornate la squadra è passata da 13 a 42 punti, trasformando una stagione anonima in una decisa corsa per l’Europa.
Una marcia da record
La media è di oltre due punti a partita. Un ritmo che, se mantenuto, proietterebbe la Dea oltre quota 78 punti, vicino ai record storici del club. L’Atalanta ora è sesta. La Juventus è distante solo quattro lunghezze e c’è ancora lo scontro diretto da giocare. Il traguardo non è più solo un posto in Conference League, ma una qualificazione europea da protagonisti. Il percorso nel 2026 in Serie A è quasi perfetto: sei vittorie e due pareggi in otto partite, con 14 gol segnati e appena 2 subiti. La porta è rimasta inviolata in sei di queste gare. A questo si aggiunge la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, conquistata dopo il 3-0 inflitto alla Juventus. La filosofia di Palladino è chiara: non esiste turnover, giocano i migliori. Una scelta che sta pagando. La doppia sfida con i biancocelesti dirà di più sulle reali ambizioni della Dea.




