Il tocco con il braccio di Bremer durante la sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta continua a far discutere i tifosi. L’episodio ha sollevato interrogativi sulla corretta applicazione delle norme. Per capire se il contatto fosse punibile, è necessario andare oltre le interpretazioni più comuni e leggere cosa dice il regolamento. Di seguito la spiegazione della pagina social “L’arbitrista”.
Cosa dice la regola
Molti invocano la “distanza ravvicinata” o la non volontarietà del gesto. Questi parametri sono fuorvianti. Il regolamento non menziona la distanza come criterio decisivo e la punibilità non si limita ai soli gesti deliberati, ovvero quando un calciatore cerca il contatto con il pallone. Esiste un’altra casistica. Un contatto non volontario diventa punibile se il braccio aumenta lo spazio corporeo in modo innaturale. La norma è precisa: si considera un aumento innaturale quando “la posizione delle mani/braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento“. Tenendo le braccia larghe, come nel caso del difensore bianconero, un giocatore si assume il rischio che il pallone colpisca quella parte del corpo. Di conseguenza, il tocco diventa sanzionabile.




