Marco Carnesecchi ha giocato 3.870 minuti. Nessuno in Italia ha trascorso più tempo in campo di lui in questa stagione, rendendolo il giocatore più impiegato in Serie A. Il portiere è il pilastro su cui Raffaele Palladino ha costruito la sua Atalanta, un riferimento costante tra i pali che ha saltato appena 3 delle 46 partite disputate dalla squadra.
Un rendimento senza eguali
Le statistiche confermano il suo ruolo centrale. Il secondo giocatore in questa speciale classifica, Pierre Kalulu, si ferma a 3.751 minuti, ben 119 in meno rispetto al portiere atalantino. La top five è un monologo di portieri, con le uniche eccezioni rappresentate dal difensore juventino. Dietro di lui si posizionano Mile Svilar (3.720), Yann Sommer (3.510) e David De Gea (3.405). All’interno della rosa nerazzurra, il divario è ancora più netto. Per trovare un altro giocatore dell’Atalanta bisogna scendere fino all’undicesimo posto, dove si trova Marten de Roon con 3.302 minuti. In Serie A, Carnesecchi non ha saltato neanche un secondo, con 2.790 minuti su altrettanti disponibili, un percorso netto condiviso con pochi altri colleghi di reparto.
La corsa al primato storico
Con ancora diverse partite da disputare, Carnesecchi ha messo nel mirino un traguardo storico. Il suo obiettivo è superare il record di minuti giocati in una singola stagione per un giocatore dell’Atalanta, attualmente detenuto da Berat Djimsiti con 4.325 minuti nell’annata 2023/24. Se il portiere dovesse continuare a giocare con questa continuità, potrebbe chiudere la stagione raggiungendo la soglia dei 4.680 minuti. Un risultato che gli consentirebbe di superare non solo Djimsiti, ma anche altri nomi come Juan Musso, Éderson e Remo Freuler, che in passato si sono distinti per il loro utilizzo costante. La caccia al record è aperta.




