Gilardino ferma l'Atalanta: "Perdere sarebbe stata un'ingiustizia, ho chiesto coraggio"
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Gilardino ferma l’Atalanta: “Perdere sarebbe stata un’ingiustizia, ho chiesto coraggio”

L’analisi di Alberto Gilardino dopo il pareggio del suo Pisa contro l’Atalanta. Il tecnico ha sottolineato la prestazione di carattere e la scelta di non fare barricate, meritando il punto.

L’Atalanta non va oltre il pareggio per 1-1 all’Arena Garibaldi, bloccata da un Pisa determinato e mai domo. Al termine della sfida, è l’allenatore dei toscani, Alberto Gilardino, a commentare la prestazione, esprimendo grande soddisfazione per un punto ottenuto con carattere e merito.

La strategia vincente: audacia e non barricate

Secondo il tecnico del Pisa, una sconfitta sarebbe stata immeritata. “Se avessimo perso sarebbe stata un’ingiustizia sportiva”, ha affermato Gilardino, elogiando la reazione e la “veemenza” con cui i suoi uomini hanno recuperato la partita. La chiave del successo è stata una precisa scelta tattica: affrontare l’Atalanta a viso aperto. “Ho chiesto ai ragazzi spregiudicatezza e coraggio”, ha spiegato, sottolineando la necessità di evitare un atteggiamento passivo. “Rintanarsi nella propria metà campo fai fatica”. La capacità di guadagnare metri mantenendo le giuste distanze tra i reparti è stato l’elemento che, secondo l’allenatore, ha fatto la differenza, dimostrando come una buona proposta offensiva nasca da una solida organizzazione difensiva.

Le note liete: da Moreo a Durosinmi, passando per un’esultanza dolorosa

Gilardino ha poi elogiato le performance di alcuni singoli. Stefano Moreo è stato definito autore di una “partita immensa sotto il profilo del sacrificio e della forza fisica”. Parole positive anche per il nuovo acquisto Rafiu Durosinmi, subito a segno all’esordio. “Esordire così per Rafiu credo sia la cosa migliore per un attaccante”, ha dichiarato il tecnico, che ora intende gestire il suo minutaggio con attenzione, dato che il giocatore non scendeva in campo da dicembre. L’entusiasmo per il risultato è stato incontenibile, tanto che lo stesso Gilardino ha ammesso con un sorriso: “Esultando mi sono fatto anche male alla caviglia”.