A 33 anni, Davide Zappacosta ha trasformato il timore del tempo che passa in una spinta per superare i suoi limiti, vivendo una seconda giovinezza con la maglia dell’Atalanta. L’esterno nerazzurro ha svelato la sua formula in una lunga intervista a L’Eco di Bergamo, spiegando come la prospettiva di appendere gli scarpini al chiodo lo spinga a una cura maniacale di ogni dettaglio, dall’alimentazione al riposo.
La filosofia di Palladino
La rinascita di Zappacosta passa anche dalla panchina. L’arrivo di Raffaele Palladino ha dato all’esterno nuove responsabilità e stimoli, trasformandolo in un’ala offensiva: “Ci chiede di non limitarci”, ha confidato il giocatore, sottolineando come questo approccio lo stia arricchendo. Sulla corsia destra l’intesa con Charles De Ketelaere è consolidata, con le coperture di Giorgio Scalvini a garantire equilibrio a un meccanismo che funziona a memoria.
Una rincorsa senza paura
L’Atalanta si prepara a un finale di stagione denso di impegni. Il calendario presenta ora le sfide contro Juventus, Roma e il ritorno della semifinale di Coppa Italia con la Lazio. Non c’è spazio per i rimpianti. Zappacosta fissa l’obiettivo con parole chiare: “Siamo protagonisti di una rincorsa eccezionale, il nostro 2026 è da vertice assoluto”. La determinazione è alta. “Ci siamo meritati di giocare queste partite straordinarie e scenderemo in campo senza paura, nello spogliatoio si respira un’energia fantastica”.
Dettagli e futuro
Su un possibile futuro da allenatore, Zappacosta ha concluso: “Ad essere sincero, è un’ipotesi che al momento non mi attrae per nulla. I vari maestri che ho incontrato lungo il mio percorso mi hanno arricchito profondamente come calciatore, trasmettendomi sfumature diverse e preziose, ma non mi ci vedo proprio nei panni dell’allenatore”.




