Dopo la vittoria contro la Lazio, l’allenatore sottolinea ambizione e consapevolezza del gruppo, difendendo le scelte sui cambi.
Le parole di Palladino
L’allenatore nerazzurro parte dal successo dell’Olimpico: “La squadra mostra ambizione e fiducia nei propri mezzi, ed è una cosa che mi rende soddisfatto. Allo stesso tempo ho richiamato Krstovic e Zalewski, perché è fondamentale mantenere i piedi per terra. Non abbiamo ancora fatto niente: abbiamo vinto una gara contro un avversario di valore, affrontandolo senza timori. Nella fase iniziale la Lazio aveva qualcosa in più rispetto a noi, poi siamo cresciuti e siamo stati più concreti”.
Poi sull’identità della Dea: “La nostra identità e i nostri principi prevedono di provare a riconquistare il pallone il più alto possibile e di giocare con coraggio. Chiaramente questo comporta dei rischi, soprattutto contro una Lazio che ha velocità e qualità nei singoli. Ne eravamo consapevoli, ma sappiamo anche che questo tipo di calcio può portare grandi benefici. Abbiamo letto bene la partita e preparato al meglio la sfida contro una squadra forte. È un successo che ci dà entusiasmo, ma tra meno di 80 ore affronteremo il Borussia Dortmund”.
Infine, un passaggio sulla gestione della rosa: “La qualità della rosa è elevatissima. Io non sono un grande sostenitore del turnover, non fa parte della mia idea. Ho a disposizione 20-21 giocatori di alto livello e spesso è difficile scegliere chi schierare, ma ogni decisione è presa nell’interesse del gruppo. Ho sostituito Ahanor per evitare il rischio di restare in dieci, lo stesso vale per Scalvini: non è stata una scelta legata al rendimento. Il rigore di Ederson? Aveva già avuto diverse occasioni per segnare, scherzando gli ho detto che ho dovuto assegnargli il compito di tirare i rigori per fargli trovare il gol”.




