Due gol per riprendere l’Udinese non cancellano l’amarezza. Gianluca Scamacca, protagonista del pareggio interno, ha analizzato la prestazione senza nascondere il rammarico per una vittoria sfumata. Nelle dichiarazioni rilasciate a DAZN, l’attaccante ha commentato la reazione della squadra e il nuovo assetto offensivo provato da Raffaele Palladino.
L’intesa con Krstovic e la sfortuna
Scamacca è rimasto in campo insieme a Nikola Krstovic. Una novità tattica che ha sorpreso lo stesso attaccante ma che ha dato i suoi frutti sul piano del gioco. “Era la primissima volta che ci trovavamo a giocare insieme, ma devo dire che mi sono trovato davvero molto bene”, ha ammesso Scamacca, spiegando come i due attaccanti parlino “la stessa lingua calcistica”. Un’intesa che ha prodotto occasioni. Resta però il dispiacere per il risultato finale, condizionato secondo l’attaccante anche da episodi sfortunati. “Penso che l’Udinese abbia costruito a malapena una mezza occasione vera”, ha aggiunto, citando poi “un palo clamoroso” e la parata del portiere avversario su Nico. “È davvero un peccato non aver portato a casa l’intera posta in palio”.
La reazione dopo il palo
La frustrazione non ha preso il sopravvento. Dopo aver colpito il legno, l’attaccante ha mimato il gesto del tiro, un modo per scaricare la tensione e ripartire. Nessuna resa. “In quegli istanti ho pensato semplicemente a resettare tutto e a continuare a fare esattamente quello che avevo fatto per l’intero arco della partita: lottare su ogni singolo pallone e non mollare nemmeno un centimetro”, ha raccontato. La sua era una certezza. Sapeva che la squadra, spingendo con intensità, avrebbe creato altre opportunità per segnare. “La cosa fondamentale, per me, era rimanere concentrato e farmi trovare assolutamente pronto nel momento decisivo per buttarla dentro”.




