Il rigore concesso al Napoli e poi revocato è una decisione corretta. Il gol annullato poco dopo, invece, andava convalidato. Arriva netta l’analisi di Luca Marelli, ex arbitro e opinionista di DAZN, sui due episodi chiave che hanno segnato la sfida tra Atalanta e Napoli. L’esperto ha sezionato le decisioni dell’arbitro Chiffi, promuovendo l’intervento della tecnologia nel primo caso ma evidenziando i limiti del protocollo nel secondo.
Il rigore revocato: Hien usa il corpo correttamente
Nessun dubbio sul primo episodio. Il contatto in area tra il difensore dell’Atalanta Isak Hien e Hojlund non giustificava l’assegnazione del calcio di rigore. Secondo Marelli, l’intervento del VAR è stato provvidenziale per correggere l’errore iniziale del direttore di gara. Il calcio è uno sport di contatto. Hien non commette alcuna irregolarità, ma prende semplicemente posizione per proteggere la porta e costringere l’attaccante a usare il suo piede più debole. Si è trattato di un semplice incrocio di gambe, un movimento non falloso. La chiamata al monitor e la successiva revoca del penalty sono state quindi decisioni giuste.
Gol annullato e la confusione sul protocollo
Più complessa la valutazione sulla rete annullata al Napoli a inizio ripresa. L’arbitro ha fischiato un fallo in attacco con ritardo, probabilmente su segnalazione dell’assistente. Per Marelli, la rete era valida. L’opinionista ha descritto una trattenuta reciproca tra i due giocatori, senza una chiara infrazione da parte dell’attaccante. In questo caso, il protocollo ha impedito al VAR di intervenire, poiché il fallo era già stato valutato in campo. Marelli ha però criticato la rapidità del silent check, suggerendo che un episodio così delicato avrebbe richiesto maggiore attenzione. Questa situazione riflette una confusione più ampia nell’applicazione del VAR, con la tendenza a intervenire anche per contatti lievi, allontanandosi dal principio del “chiaro ed evidente errore”. La rotta, secondo l’ex arbitro, va raddrizzata al più presto.




