L’impresa non era inimmaginabile. Non per loro. La qualificazione ottenuta dall’Atalanta contro il Borussia Dortmund, dopo il 4-1 del New Balance Arena, nasce dalla consapevolezza del gruppo. Gianluca Scamacca lo ha confermato a fine gara, raccontando la fiducia che ha spinto la squadra a ribaltare il risultato dell’andata.
Fiducia e spinta del pubblico
“Noi sappiamo quanto valiamo”. L’attaccante nerazzurro ha spiegato come la squadra non abbia mai smesso di credere nella rimonta, spinta dalla voglia di riscattare la prestazione di Dortmund. “Dovevamo farci perdonare”, ha ammesso. Il suo gesto verso i tifosi dopo il primo gol, a indicare che fosse solo l’inizio, era un segnale della determinazione che si respirava in campo. Un altro fattore è stato il pubblico. Scamacca ha ripreso le parole del tecnico Palladino, definendo i 23.000 tifosi presenti come “determinanti. Sono sempre lì a sostenerci in casa come in trasferta. Possiamo solo ringraziarli”. Ha poi aggiunto che anche i giocatori entrati dalla panchina hanno fatto la differenza, contribuendo a un successo che ha definito “una delle più grandi imprese nella storia dell’Atalanta”.
L’energia di Palladino
La spinta è arrivata anche dalla panchina. Secondo Scamacca, il lavoro di Raffaele Palladino ha trasmesso “energia” alla squadra, aiutandola a ritrovare la strada giusta. La vittoria con il Napoli e la serie di risultati utili dall’inizio dell’anno hanno costruito le fondamenta per la serata contro il Borussia Dortmund: “Dovevamo farci perdonare per la brutta partita dell’andata. Adesso viene il bello: domani c’è il giorno libero e poi penseremo partita dopo partita”.




