Mezz’ora per cambiare una partita. L’ingresso di Lorenzo Bernasconi contro il Napoli ha trasformato l’Atalanta di Raffaele Palladino, spenta per oltre un’ora di gioco. Il laterale cremasco è stato il motore della rimonta. Prima ha propiziato con una sua iniziativa il calcio d’angolo da cui è nato il pareggio di Pasalic, poi ha pennellato sulla testa di Samardzic il cross per il definitivo 2-1. Due giocate che hanno ribaltato il risultato.
Una crescita sotto gli occhi del ct
In tribuna ad assistere alla sua prestazione c’era anche il commissario tecnico Gennaro Gattuso. Arrivato per osservare giocatori già nel giro azzurro come Carnesecchi, Scalvini e Bellanova, il ct avrà sicuramente aggiunto un nome nuovo sul suo taccuino. L’ascesa di Bernasconi non era scontata. Il difensore ha infatti esordito in Serie A solo a settembre, a quasi 22 anni, dopo due stagioni di formazione con la squadra Under 23 in Serie C. Un percorso diverso rispetto ad altri talenti del vivaio nerazzurro, come Bastoni e Scalvini, che debuttarono tra i professionisti appena maggiorenni.
La scommessa vinta dalla dirigenza
La società ha sempre creduto nelle sue qualità. In estate la dirigenza ha scelto di puntare su di lui come quarto esterno in rosa, autorizzando la cessione in prestito al Cagliari di un altro giovane come Marco Palestra per fargli spazio. Una decisione che sta pagando. Con 25 presenze stagionali accumulate finora, di cui sette in Champions League per un totale di 1721 minuti giocati, Bernasconi non è più una sorpresa. È una certezza per Palladino. L’ennesima scommessa vinta a Zingonia.




