L’Atalanta presenta a Maurizio Sarri un progetto costruito su fondamenta precise: bilanci sani, una presenza costante in Europa e la figura chiave di Cristiano Giuntoli come garanzia per il futuro. La dirigenza nerazzurra ha messo sul tavolo argomenti concreti per convincere il tecnico, puntando su una stabilità che pochi club possono vantare.
Un modello di gestione unico
La forza dell’Atalanta risiede in una struttura societaria snella e decisionale. Con il presidente Antonio Percassi e l’amministratore delegato Luca Percassi, la catena di comando è corta e le strategie vengono definite rapidamente. Questa efficienza si traduce in un’autonomia finanziaria quasi totale. Il club non vende per necessità, ma per scelta strategica, dettando le condizioni. Le cessioni di Teun Koopmeiners alla Juventus e di Ademola Lookman all’Atletico Madrid sono esempi di come Bergamo gestisca il mercato da una posizione di forza. È una solidità che poggia su nove qualificazioni europee nelle ultime dieci stagioni, culminate con la vittoria dell’Europa League nel 2024.
La carta Giuntoli e la visione sportiva
L’elemento che potrebbe rivelarsi decisivo è Cristiano Giuntoli. Destinato a prendere il posto di Tony D’Amico con un contratto fino al 2029, il direttore sportivo conosce profondamente Sarri. Il loro legame, costruito durante il ciclo di successi a Napoli, rappresenta una sintonia professionale che l’Atalanta vuole riproporre. Giuntoli sarebbe l’architetto di un progetto che va oltre il campo, basato sulla filosofia di Zingonia: un ambiente che protegge i propri allenatori e valorizza il collettivo rispetto al singolo. In questo contesto, il recente contatto diretto tra Giuntoli e Sarri non è stato un semplice sondaggio, ma la presentazione di un’offerta triennale che supererebbe quella di altri club interessati.




