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Atalanta, difesa di ferro e attacco a salve: i record opposti della stagione di Palladino

La stagione dell’Atalanta si chiude con statistiche contrastanti: peggior attacco del decennio ma miglior difesa. Analisi dei numeri.

L’Atalanta conquista un posto in Conference League al termine di una stagione a due velocità. Sotto la guida di Raffaele Palladino, la squadra ha blindato la porta, registrando la miglior difesa del decennio, ma ha faticato in attacco, collezionando tre record negativi. Il settimo posto finale, con 59 punti come nel 2021/22, è la fotografia di questa contraddizione.

I numeri di un attacco in difficoltà

I problemi si sono concentrati nel reparto avanzato. I 51 gol segnati in 38 partite rappresentano il dato peggiore degli ultimi dieci anni, superando il precedente record negativo di 57 reti del 2017/18. A pesare sul bilancio sono anche le sole 15 vittorie, una in meno rispetto ai campionati 2017/18 e 2021/22, che hanno fatto crollare la differenza reti a +15, ben lontana dal +41 dell’anno precedente. Il quadro è completato dal record di pareggi nel decennio: ben 14, a fronte di sole 9 sconfitte. Numeri che descrivono una squadra difficile da superare, ma spesso incapace di trovare il colpo del ko.

Una solidità difensiva da primato

Se l’attacco ha deluso, la difesa è stata il vero punto di forza della squadra. Con appena 36 gol subiti, l’Atalanta ha registrato la sua miglior performance difensiva del decennio, facendo meglio dei 37 incassati nel 2024/25. Un dato che si avvicina al record storico di 34 reti subite nel 2000/01, in un campionato però a 34 giornate con Giovanni Vavassori in panchina. Proprio questa solidità ha permesso di costruire la qualificazione europea, bilanciando un attacco poco brillante e consegnando agli archivi una stagione dai due volti.