La data del 25 maggio 1953 segna la nascita di Gaetano Scirea, una figura la cui eredità nel calcio italiano va oltre i trofei. Per i tifosi dell’Atalanta, questa ricorrenza è anche l’occasione per ricordare gli inizi della carriera di un difensore che ha ridefinito il ruolo di libero, proprio partendo da Bergamo.
Dagli esordi con la Dea alla gloria mondiale
Prima di diventare una bandiera della Juventus e di alzare la Coppa del Mondo con la Nazionale nel 1982, Scirea vestì la maglia nerazzurra. Fu con l’Atalanta che il suo talento iniziò a manifestarsi, mostrando quell’eleganza e intelligenza tattica che lo avrebbero contraddistinto per tutta la carriera. La sua capacità di interpretare la fase difensiva con una classe unica lo rese un precursore del libero moderno. La sua figura rimane un punto di riferimento non solo per le qualità espresse sul campo, ma anche per la correttezza e la lealtà sportiva, valori che lo hanno reso un modello ancora oggi riconosciuto nel calcio italiano.
All’Atalanta
Scirea è cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta e proprio con la maglia nerazzurra ha mosso i primi passi tra i professionisti. Il suo esordio in Serie A avvenne il 24 settembre 1972 a Cagliari, in una partita che si chiuse sullo 0-0. Da lì iniziò a farsi notare per la sua eleganza e per la lettura anticipata del gioco, qualità che lo distinguevano già da giovanissimo. Nella stagione 1972/1973 collezionò 20 presenze in campionato con l’Atalanta, giocando da terzino e mostrando fin da subito una pulizia tecnica e un senso della posizione fuori dal comune per un ragazzo di 19 anni. L’anno successivo la squadra retrocesse in Serie B. Ma Scirea restò a Bergamo e disputò 38 partite segnando anche il suo primo gol tra i professionisti. In due stagioni con i nerazzurri mise insieme 58 presenze e una rete in campionato, a cui si aggiunsero 12 presenze e un gol in Coppa Italia. Furono due anni fondamentali per la sua formazione, perché all’Atalanta imparò a gestire la fase difensiva con calma e intelligenza, senza mai ricorrere alla durezza. Nell’estate del 1974 la Juventus lo acquistò. Da lì iniziò la carriera che lo avrebbe reso uno dei liberi più forti della storia del calcio italiano.




