L’Atalanta ha registrato un utile netto di 42,305 milioni di euro nei primi nove mesi dell’esercizio 2025/26, a fronte di un fatturato record di 273,905 milioni. I dati, relativi al periodo tra il 1° luglio 2025 e il 31 marzo 2026, confermano la solidità di un modello di gestione che poggia su due pilastri fondamentali: la valorizzazione dei calciatori e i proventi delle competizioni europee.
Il player trading come motore dei conti
La gestione del parco giocatori si conferma la voce più redditizia per il club bergamasco, generando ricavi per 104,846 milioni di euro. Di questi, ben 86,541 milioni derivano da plusvalenze realizzate tramite le cessioni. A questa cifra si aggiungono 12,487 milioni incassati grazie a bonus maturati da trasferimenti perfezionati in stagioni precedenti, legati a giocatori come Ademola Lookman, Juan Musso e Matteo Ruggeri. Ulteriori 5,818 milioni provengono dai prestiti onerosi di 14 calciatori, tra cui figurano El Bilal Touré, Marco Palestra e Daniel Maldini, dimostrando la capacità della società di monetizzare l’intero organico.
L’impatto delle coppe e del campionato
Il percorso in Champions League ha avuto un impatto determinante sui conti. Il raggiungimento degli ottavi di finale ha garantito ricavi UEFA per 75,95 milioni di euro, quasi 9 milioni in più rispetto all’esercizio precedente. Questo risultato ha più che compensato la contrazione dei proventi derivanti dalla Serie A, scesi da 51,215 a 40,942 milioni a causa di una posizione in classifica meno favorevole rispetto all’anno prima. In crescita anche le altre fonti di ricavo: le sponsorizzazioni, trainate dall’accordo con New Balance, hanno raggiunto i 27,389 milioni, mentre il botteghino e il merchandising hanno contribuito rispettivamente con 14,807 e 3,678 milioni.
Costi in crescita ma sotto controllo
L’aumento del fatturato è stato accompagnato da un incremento dei costi operativi, saliti a 136,272 milioni di euro. La spesa per il personale ha toccato i 101,068 milioni, di cui 70,165 destinati agli stipendi dei calciatori e 16,961 allo staff tecnico. Quest’ultima voce include anche i 6,6 milioni versati a Ivan Jurić e ai suoi collaboratori per la risoluzione contrattuale avvenuta a novembre. Sono cresciuti anche gli ammortamenti dei cartellini dei giocatori, passati a 60,709 milioni, un dato che riflette il maggior valore della rosa a disposizione. Nonostante l’aumento delle spese, la gestione economica si è dimostrata virtuosa, chiudendo con un bilancio ampiamente positivo che certifica la solidità finanziaria del club.




