L’Atalanta si prepara ad accogliere una figura di spicco per il proprio settore giovanile. Michele Sbravati, reduce da una lunga e proficua esperienza alla guida del vivaio del Genoa, è destinato a un ruolo dirigenziale a Zingonia. Nella prossima stagione affiancherà l’attuale responsabile Roberto Samaden, in attesa dell’ufficialità dell’incarico.
L’eredità costruita al Genoa
Il suo operato in Liguria ha lasciato un’impronta profonda nel calcio giovanile italiano. Quando arrivò dal Savona, Sbravati trovò un settore giovanile del Genoa in una posizione secondaria rispetto a quello della Sampdoria, che nel 2008 aveva appena vinto uno Scudetto Primavera. Lavorando dalle fondamenta, ha invertito le gerarchie regionali, lanciando numerosi talenti. Tra i più noti figurano Mattia Perin e Stephan El Shaarawy, gioielli della nidiata dei classe ’92. Da quel gruppo emersero anche giocatori come Stefano Sturaro, arrivato a giocare da titolare un Europeo con la Nazionale, e l’ex atalantino Richmond Boakye.
La connessione con Ahanor e la visione per Zingonia
L’arrivo di Sbravati a Bergamo assume un significato particolare considerando il suo legame con uno dei giovani già presenti nella rosa nerazzurra. Fu proprio lui, infatti, a scoprire Honest Ahanor, oggi difensore dell’Atalanta. Questo investimento della società su un dirigente con la sua storia conferma la volontà di continuare a puntare sulla crescita interna dei calciatori. L’obiettivo è consolidare il vivaio di Zingonia come uno dei principali serbatoi del calcio italiano, scovando i prossimi talenti da portare in prima squadra.




