Marten De Roon è tornato a parlare della situazione che aveva coinvolto Ademola Lookman durante la scorsa estate, quando l’attaccante era stato accostato con insistenza all’Inter. Nel corso di un’intervista concessa al podcast Supernova, il capitano dell’Atalanta ha ricostruito quei giorni, spiegando come si sviluppò la vicenda all’interno dello spogliatoio nerazzurro.
“Era una sua scelta”
Marten De Roon ha chiarito la situazione che coinvolse Ademola Lookman durante l’estate segnata dalle voci di mercato.
“Non è stato messo fuori rosa, è lui che ha voluto allenarsi da solo perché c’erano quelle voci di mercato. Probabilmente era un pochino distratto”, ha raccontato il centrocampista olandese nel podcast Supernova.
Il capitano dell’Atalanta ha spiegato che quel periodo non modificò i rapporti all’interno dello spogliatoio. “Era nello spogliatoio con noi, ci parlavamo normalmente”, ha aggiunto.
Il pensiero di De Roon
L’olandese ha ribadito la propria idea sulla gestione delle situazioni legate al mercato.
“Noi lo abbiamo voluto dentro la squadra perché è un giocatore forte”. Per De Roon, un calciatore deve continuare a lavorare con il gruppo e a rispettare gli impegni quotidiani anche quando il mercato occupa le prime pagine.
A suo avviso, chi vuole discutere del proprio futuro deve confrontarsi con dirigenti e società senza coinvolgere il lavoro della squadra.
Le conseguenze nello spogliatoio
De Roon non ha nascosto le proprie perplessità sulla scelta dell’attaccante.
“La gestione dei giocatori che non si presentano non mi piace molto perché secondo me non è mai la cosa giusta da fare”, ha dichiarato.
Secondo il capitano nerazzurro, episodi di questo tipo rischiano di generare tensioni nel gruppo. Alcuni compagni possono infatti chiedersi perché un giocatore che decide di allenarsi a parte mantenga poi un ruolo centrale nelle scelte tecniche.
Alla fine Lookman ha proseguito la sua avventura a Bergamo e ha ripreso il lavoro con il resto della squadra. Le parole di De Roon raccontano il punto di vista dello spogliatoio su una vicenda che aveva accompagnato una parte importante dell’estate atalantina.




