Pepe Reina ha parlato di Maurizio Sarri durante il podcast Offisides. L’ex portiere spagnolo ha ripercorso alcuni aspetti del lavoro svolto insieme al tecnico durante la sua esperienza al Napoli.
Nel suo intervento, Reina ha descritto un metodo che ritiene diverso da quello di molti altri allenatori. In particolare, si è soffermato sull’organizzazione difensiva e sugli automatismi di squadra.
Il ruolo del possesso palla
Reina ha ricordato come il Napoli abbia mostrato una crescita costante nel corso delle stagioni. Alla base di quel percorso, secondo l’ex portiere, c’era un’identità tattica molto precisa.
«Sarri è diverso dagli altri tecnici, giocava con una difesa particolare poiché non voleva la marcatura a uomo, ma si basava tutto sul possesso palla», ha spiegato.
Secondo Reina, questo sistema favoriva movimenti automatici e permetteva ai giocatori di agire con maggiore naturalezza nelle diverse situazioni di gioco. Inoltre, rappresentava un approccio differente rispetto a un calcio sempre più orientato ai duelli individuali.
Il lavoro sui calci piazzati
L’ex numero uno ha citato anche l’efficacia della squadra sui calci da fermo. Nonostante la presenza di giocatori come Mertens, Callejon, Insigne e Jorginho, quel Napoli riuscì a segnare 17 gol da calcio d’angolo.
Per Reina, il merito era soprattutto del lavoro svolto durante la settimana. L’attenzione ai dettagli e la qualità delle esercitazioni avevano infatti un peso determinante.
Infine, l’ex portiere ha ricordato il contributo di Gonzalo Higuain. Pur essendo il giocatore di maggior talento della rosa, l’attaccante partecipava pienamente al lavoro richiesto dall’allenatore.
«L’unico vero top player che avevamo era Higuain, ma lavorava molto anche lui», ha concluso Reina.




