Marco Carnesecchi rappresenta oggi il volto della porta dell’Atalanta. Dopo il percorso di crescita nel settore giovanile nerazzurro, il portiere si è imposto come titolare della prima squadra, conquistando nel tempo anche uno spazio importante nel panorama della Nazionale. Il suo percorso conferma una tradizione che, da anni, vede il vivaio di Zingonia distinguersi nella formazione di estremi difensori.
Una filiera costruita nel tempo
Prima dell’affermazione di Carnesecchi, altri portieri cresciuti nel settore giovanile atalantino hanno lasciato il segno. Andrea Consigli ha difeso la porta nerazzurra per quasi 350 partite prima del trasferimento al Sassuolo, diventando uno dei protagonisti di un’intera epoca.
Dopo di lui è stato Marco Sportiello a raccogliere l’eredità. Il suo percorso lo ha portato in poco tempo dalla Serie C alla maglia da titolare in Serie A, dopo un’esperienza formativa iniziata nei dilettanti con il Seregno.
Il valore dell’esperienza
Tra le figure che hanno contribuito alla continuità del reparto c’è anche Francesco Rossi. Tornato a Bergamo nel gennaio 2017, il portiere ha rappresentato negli anni un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio, distinguendosi per il forte legame con i colori nerazzurri.
L’ascesa di Carnesecchi si inserisce quindi in una tradizione consolidata, frutto del lavoro svolto dal settore giovanile dell’Atalanta nella crescita dei propri portieri. Un percorso che, nel corso degli anni, ha permesso al club di valorizzare con continuità talenti destinati ad affacciarsi al calcio di alto livello.




