La scelta di affidare la panchina a Ivan Juric l’anno scorso è stata sbagliata. Ljubiša Dunđerski, ex centrocampista serbo, non usa mezzi termini per analizzare il percorso recente dell’Atalanta. Secondo lui, raccogliere l’eredità di Gasperini era un compito complesso. In questi casi, un tecnico dovrebbe continuare nel solco tracciato, senza stravolgere nulla. Ora, però, lo sguardo è rivolto al futuro e all’arrivo di Maurizio Sarri, che accende l’entusiasmo di Dunđerski.
L’analisi sul presente: da Juric a Sarri
L’ex mediano nerazzurro, in un’intervista che puoi leggere su CalcioAtalanta.it, ha espresso una visione chiara sulla direzione tecnica della squadra. Sebbene consideri Juric “una grande persona”, la sua nomina non è stata la mossa giusta per il dopo-Gasperini. Le aspettative cambiano radicalmente con il nuovo allenatore. “Con lui si tornerà a un calcio avvincente e divertente”, ha detto Dunđerski a proposito di Sarri. La chiave del successo risiede nel metodo del tecnico toscano. “Sarri fa dell’organizzazione la sua forza: in campo fai solo quello che dice lui. Con questo approccio l’Atalanta può tornare subito al top”. Per il centrocampo, arriva anche un consiglio di mercato: “Alajbegovic? Un gran bel giocatore, gli ultimi mesi lo dimostrano. Sarebbe un ottimo investimento per la società e Bergamo per lui sarebbe l’ambiente ideale”.
Un legame indissolubile con Bergamo
Il legame di Dunđerski con l’Atalanta va oltre le analisi tecniche. Ricorda i suoi tempi a Bergamo, quando la squadra era “un ascensore tra A e B”, ma capace di lanciare ogni anno talenti dal settore giovanile come i fratelli Zenoni, Bellini, Pinardi e Pelizzoli. Un affetto profondo lo lega anche ai tifosi. “I tifosi della Dea sono tra i migliori d’Italia: puoi giocare male, ma se sudi la maglia ti perdonano tutto”. Tra i compagni di allora, un posto speciale è riservato a Cristiano Doni, definito “un fratello” con cui si sente spesso. Bergamo è la sua seconda casa dopo il Vojvodina, e il desiderio di un ritorno è forte. “Se mi piacerebbe tornare? Andrei ad allenare le giovanili dell’Atalanta anche domani!”. Una dichiarazione d’amore per un club che porta sempre nel cuore. “Il Vojvodina è casa mia, ma nella vita non si sa mai… Sarebbe bello poter tornare un giorno”.




